Ancora a caldo del servizio di oggi a Candiolo, in due parole: che fatica!Davvero il primo servizio faticoso, tanto, tanto che ricordi io. Violina, prima di partire mi dice: magari è festa, parecchi sono andati a casa. Si forse, ma quelli rimasti (non pochi purtroppo), ci hanno fatto faticare. Da stanze belle, piene, piene (in una eravamo in 11), con persone sorridenti e simpatiche in cui ci siamo davvero divertite, a stanze con una sola persona in cui si percepiva il dolore della malattia e della solitudine. Dalle tre amiche in visita alla quarta (malata) in cui si ricordavano tra le lacrime, le canzoni che si cantavano "quando eravamo felici in vacanza" e dove non sai davvero al volo cosa fare o cosa dire per cambiare discorso. Ma poi alla fine ce la fai e, grazie anche all'aiuto delle amiche presenti, si canta tutti insieme la Carrà e quindi alla fine il sorriso arriva. E poi la stanza dove ascolti, ascolti e ascolti per 20 minuti una dolce signora che un pò piangendo, parla dei suoi figli, Alessia il genio areonautico e Riccardo, si bravo (anche lui un genio direi, a modo suo), ma non studia, ma comunque l'orgoglio nella voce e nelle parole si sente ugualmente, e sai che dovevi proprio fare così, solo ascoltare.
Non riesco ad esprimere tutto quello che io, Violina e Grissino abbiamo vissuto oggi, davvero da zero a cento passando per ogni grado di emozioni. E poi di nuovo a zero e poi di nuovo a cento. Comunque grazie Capo Grissino, grazie vice Violina, il soldato semplice ZiaMaty vi ringrazia davvero per questo pomeriggio. Penso che condividere anche questo genere di fatiche ci aiuti a fare sempre meglio quello che facciamo
Buona Pasqua a tutti
ZiaMaty
martedì 26 aprile 2011
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