lunedì 28 febbraio 2011

GRANCHIETTO, Gradenigo 27/02/2011

Eccomi quì, appena tornato a casa.
Vorrei scrivere di botto tutte le sensazioni provate in queste ultime due ore, insieme a tutta la tensione ed adrenalina che ha accompagnato i giorni precedenti e che ovviamente non ho ancora metabolizzato.
Ma questa è la condivisione di un servizio al Gradenigo, non un'introspezione psicologica di Granchietto agitato.
Quindi non vi racconterò che: sabato sera ho fatto lo splendido nel raccontare quello che avrei fatto l'indomani, per poi ritrovarmi l'indomani a svegliarmi con largo anticipo con la voglia di allenarmi a fare qualche scultura di palloncini, ma riuscendo solo a farne scoppiare 5 di fila (sarà forse perchè li avevo poggiati sul termosifone?) e facendo qualche capatina in bagno per bisogni fisiologici inderogabili, figli della tensione; mi sono preparato, ho messo in borsa tutto il necessario, con il camice ancora in fase di allestimento (come recitava il cartello alle mie spalle) ed ero pronto alle 13 per un servizio che iniziava alle 15;
ovviamente non ho pranzato: ero più vuoto di una conchiglia in cui credi di sentire il mare, ma mi sentivo pieno come l'ufficio postale il primo giorno di consegna della pensione; ho solo fatto colazione specchiandomi nella tazza del latte in cui credevo di veder riflettere il naso rosso; sono uscito di casa alle 13:30 ed ho preso il 55 alle 14, non perchè ci va mezz'ora per arrivare alla fermata, ma perchè l'autista probabilmente voleva farmi uno scherzo di cattivo gusto. Sul bus non mi è riuscito di allontanare il pensiero da quello che sarebbe potuto succedere di lì a poco, solo a metà strada mi sono accorto che poco lontano da me c'era un truzzetto che faceva ascoltare la sua musica del cellulare a tutti i fortunati passeggeri. Sì, a tutti tranne che me. Io ero su un altro mondo. Un mondo i cui ritmi sono del tutto diversi da quella orribilante musichetta che avrebbe fatto infuriare anche uno Kalmo come Dario. Arrivo al Gradenigo ed indovinate un pò. Sono il primo. Chi se lo sarebbe mai aspettato di essere il primo alle 14:20?
L'ansia da prestazione e la consapevolezza di dovermi cambiare e truccarmi hanno fatto sì che i minuti passasserò velocissimi per uno come me, più lento di un lombrico. Ad esempio, l'altro giorno sapete cosa è successo?
Ero a casa, facevo un bel bagnetto
e il lombrico me l'ha detto:
"Mio Dio, quanto sei lento!"
Poi sono arrivati Diesel e Ciripì, e via via tutti gli altri.
Ho indossato il camice e voilà, ne ho ricevuto tutta la sua magia.
Sì, perchè il camice è magico, trasforma la tensione in energia positiva come la clorofilla trasforma l'anidride carbonica in ossigeno.
La Peppa mi ha letto nel pensiero ed avanzato gentilmente una possibilità sul fare il servizio insieme; lo avevo già pensato e mi ha fatto piacere che la volontà fosse reciproca allora mi sono unito a lei e a Pisolina ed abbiamo dato inizio all'avventura. La Peppa in versione "zia" e Pisolina in versione "cugina maggiore" (soprattutto d'altezza), mi hanno guidato per le camere del terzo piano tra pazienti come: Tonino, un pò sofferente e quindi non disponibilissimo ad accettare la nostra compagnia; Ernesto e Saverio, grazie ai quali la sfida di INDOVINA-NOMI per il titolo mondiale ha visto pareggiare me e La Peppa; Vittorio, in compagnia della sorella Enrichetta, che mi ha promosso come claun novello e al quale abbiamo dedicato una canzone di Battisti e una di Ranieri (con l'accompagnamento strumentale di Diesel e vocale di Ciripì e Gnè Gnè); Lucia (o Luisa?) che divora libri di tutti i generi e alla quale abbiamo dimostrato tutta la nostra stima. I due simpaticissimi "marpioni" ai quali ho garantito che porterò a cena fuori a giorni alterni le mie compagne di servizio. E' stato un pomeriggio sereno e costruttivo, una botta di energia che ci voleva. Nonostante la preoccupazione, me la sono cavata con i palloncini anche se l'unico che ho fatto scoppiare mi è riuscito di farlo fuori dalla camera di una signora che dormiva. Vabbè, cose che capitano.
Ringrazio le mie compagne d'avventura: siete state gentili e carinissime con me.
Alla prossima.

Granchietto

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